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Scomunica
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La mwcgscomunica è una pena comminata dal mwcwcodice di diritto canonico e irrogata dalla mwdaChiesa cattolica, prevista anche dalle mwdqChiese evangeliche e mwdgortodosse, che implica l'esclusione di un suo membro dalla comunità dei fedeli a causa di gravi e ostinate infrazioni alla morale e/o alla dottrina riconosciuta. Un istituto simile (lo mwdwmweaḥerem) è conosciuto anche nell'mweqebraismo.

Contents

Storia
Note

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Storia

L'origine della scomunica in termini cristiani è normalmente ricondotta al detto di Gesù sul "legare e sciogliere" in mwfqMatteo 16,19cite-ref-1[1] (rivolto a Pietro) e mwggMatteo 18,18cite-ref-2[2] (ai discepoli, cfr. mwhwGiovanni 20,23cite-ref-3[3]).

• "A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli" (mwjgMatteo 16,19cite-ref-4[4]).cite-ref-5[5]
• "In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo" mwmaMatteo 18,18cite-ref-6[6]).
• "A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati" (mwngGiovanni 20,23cite-ref-7[7]).

L'apostolo Paolo prevede dei livelli di sanzioni disciplinari verso membri della Chiesa che hanno commesso gravi infrazioni, varianti da privazioni a livello sociale a piena esclusione dalla comunità.

• "Se qualcuno non obbedisce a quanto diciamo in questa lettera, prendete nota di lui e interrompete i rapporti, perché si vergogni" (mwpg2 Tessalonicesi 3,14cite-ref-8[8] e ss.)
• "Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi!" (mwra1 Corinzi 5,13cite-ref-9[9]).
• "Se qualcuno mi ha rattristato, non ha rattristato me soltanto, ma, in parte almeno, senza esagerare, tutti voi. Per quel tale però è già sufficiente il castigo che gli è venuto dalla maggior parte di voi, cosicché voi dovreste piuttosto usargli benevolenza e confortarlo, perché egli non soccomba sotto un dolore troppo forte. Vi esorto quindi a far prevalere nei suoi riguardi la carità; e anche per questo vi ho scritto, per mettere alla prova il vostro comportamento, se siete obbedienti in tutto. A chi voi perdonate, perdono anch'io; perché ciò che io ho perdonato, se pure ebbi qualcosa da perdonare, l'ho fatto per voi, davanti a Cristo, per non cadere sotto il potere di Satana, di cui non ignoriamo le intenzioni." (mwsg2Co 2,5-11cite-ref-10[10]).

La punizione, in questo caso, era responsabilità dell'intera assemblea dei cristiani: "Nel nome del Signore Gesù, essendo insieme riuniti voi e lo spirito mio, con l'autorità del Signore nostro Gesù" (mwua1 Corinzi 5,4cite-ref-11[11]) e intesa per il bene sia del trasgressore che della Chiesa (mwvq1 Corinzi 5,5-7cite-ref-12[12]; cfr. mwwg1 Timoteo 1,19cite-ref-13[13]). Con la crescita della Chiesa, sorge gradualmente il problema di chi abbia l'autorità di scomunicare (Cfr. mwxw3G 9cite-ref-14[14]).

Nella Chiesa primitiva, la scomunica in quanto tale ("...ho deciso che quel tale sia consegnato a Satana") (mwzq1 Corinzi 5,5cite-ref-15[15]) implicava un certo isolamento. Il termine appare per la prima volta in documenti ecclesiastici nel mwagIV secolo. Nel mwawXV secolo si cominciò a fare una distinzione fra gli scomunicati che dovevano essere anche fisicamente allontanati, a causa di gravi errori (i mwbavitandi), e quelli che potevano essere tollerati (i mwbqtolerati, che dovevano essere solo rigidamente esclusi dai sacramenti).

Descrizione

Nell'ambito del mwcadiritto canonico mwcqcattolico, la scomunica è la più grave delle pene che possa essere comminata a un mwcgbattezzato: lo esclude dalla comunione dei fedeli e lo priva di tutti i diritti e i benefici derivanti dall'appartenenza alla mwdaChiesa, in particolare quello di amministrare e ricevere i mwdqsacramenti.

La scomunica è una delle tre censure ecclesiastiche previste dal diritto canonico: le altre censure sono l'mweainterdetto e la mweqsospensione a divinis (quest'ultima può essere inflitta solo ai chierici). La scomunica può essere inflitta solo a una mwewpersona fisica, mwfalaica o ecclesiastica, non a enti e mwfqconfraternite, e cessa con l'mwfgassoluzione che può e deve essere data non appena lo scomunicato si pente sinceramente della colpa commessa.

È tuttavia da notare che, per quanto la scomunica sia una pena di enorme gravità, è comminata dalla Chiesa avendo riguardo alla sola mwgasalus animae del battezzatocite-ref-16[16]. Infatti, lo stato di peccato grave, di per sé già idoneo a dannarlo, se accompagnato a comunione sacrilega, aggraverebbe il suo stato di peccato. Inoltre, chi commette peccato grave, specie quelli per i quali è comminata la pena in discorso, è, di fatto, fuori dalla comunione con Cristo Gesù, mwhqergo, scomunicato. Dunque, non si tratterebbe solamente di un provvedimento giuridico di particolare gravità, ma anche e soprattutto di una forma di tutela dell'anima del peccatore.

Nelle varie confessioni

Chiesa Cattolica

Anticamente esistevano vari gradi di scomunica, il "minore" o dei mwigtolerati (tali persone erano comunque ammesse all'interno della comunità) e il "maggiore" per i mwiwvitandi (persone "da evitare", quindi escluse dalla comunità)cite-ref-17[17].

Oggi le scomuniche si definiscono mwkqmwkglatæ sententiæ se scaturiscono da un comportamento delittuoso in quanto tale e non è necessario che vengano esplicitamente irrogate da un ente ecclesiastico: chi compie un certo atto si trova a essere scomunicato automaticamente. Si definiscono invece mwkwferendæ sententiæ se non sono automatiche, ma devono essere inflitte da un organismo ecclesiale.

Esistono anche le scomuniche "riservate": infatti in genere una scomunica può essere tolta dal mwlgsacerdote durante una normale mwlwconfessione; se però la scomunica è riservata al mwmavescovo, può essere tolta solo da un vescovo o da un suo delegato; se è riservata alla mwmqSanta Sede, può essere tolta solo ricorrendo a essa (attraverso il competente ufficio della mwmgCuria romana, cioè la mwmwPenitenzieria apostolica). Naturalmente le scomuniche "riservate" sono quelle associate ai delitti più gravi.

Le scomuniche sono disciplinate dal mwnqCodice di diritto canonico ai canoni 1331 e 1364-1398.

Le mwnwChiese sui iuris che non sono di rito liturgico occidentale sono soggette invece al mwoaCodice dei canoni delle Chiese orientali, promulgato da mwoqpapa Giovanni Paolo II ed entrato in vigore il 1º ottobre 1991. Le sanzioni penali sono definite nel titolo XXVII e includono la scomunica minore (can. 1431), la sospensione (can. 1432), la deposizione (can. 1433), e la scomunica maggiore (can. 1434).cite-ref-18[18]

Viene scomunicato mwpwipso facto e deve ricorrere alla Santa Sede:

1. chiunque mwqgprofana le specie consacrate (mwqwostie) dell'mwraEucaristia, oppure le asporta dalla riserva eucaristica (Tabernacolo) o le conserva a scopo sacrilego (can. 1367), può essere anche assolto da un normale sacerdote, su delegazione dell'ordinario del luogo. Non è considerato scomunicato chi per una sola volta aprisse il tabernacolo e non toccasse le specie eucaristiche per pregare. Il fatto è comunque soggetto a confessione.
2. chiunque usa violenza fisica contro il mwsapapa (can. 1370 §1)
3. il sacerdote che in confessione mwsgassolve il proprio complice nel mwswpeccato contro il sesto dei mwtadieci comandamenti (can. 1378) (mwtqnon commettere atti impuri). Questa assoluzione, inoltre, è anche invalida (can. 977)
4. il vescovo che mwtwconsacra un altro vescovo senza mandato pontificio e lo stesso vescovo appena consacrato (can. 1382)
5. il sacerdote che viola direttamente il mwuqsigillo sacramentale della mwugconfessione, cioè rende pubblica l'identità di un fedele e i suoi peccati (can. 1388)
6. sia colui che avrà attentato il conferimento dell'mwvaordine sacro a una donna, sia la donna che avrà attentato di ricevere il sacro ordinecite-ref-19[19], ma se uno o entrambi sono soggetti al mwwqCodice dei canoni delle Chiese orientali, la punizione è la scomunica maggiore, la cui remissione resta riservata alla Sede Apostolica (cfr. can. 1423, Codice dei Canoni delle Chiese Orientali)

È scomunicato automaticamente:

1. chi ricorre all'mwxqaborto ottenendo l'effetto voluto e chi procura tale aborto (can. 1398); la remissione di questa scomunica è stata riservata al vescovo, il quale può decidere se e quali sacerdoti hanno l'autorizzazione per rimetterla; dal 20 novembre 2016, mwxgpapa Francesco ha dato la facoltà di assolvere tale peccato a tutti i sacerdoti;cite-ref-20[20]
2. chi è responsabile di mwzaapostasia, mwzqeresia e mwzgscisma (can. 1364 §1);
3. chi fa parte di mw0alogge massoniche: nel 1983, vengono pubblicati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il nuovo codice di diritto canonico e, il 26 novembre, la mw0qDichiarazione sulla massoneria, l'ultimo documento vaticano in merito, firmato dall'allora prefetto Card. Joseph Ratzinger (futuro mw0gpapa Benedetto XVI) e approvato da mw0wpapa Giovanni Paolo II.cite-ref-21[21] Il documento ribadisce la condanna e la diffida relativa all'appartenenza, venendo così a costituire mw2ainterpretatio authentica del canone 1374cite-ref-22[22]:

«Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche... l'iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione.»

Anche la mw3wsimonia o altri accordi condizionanti l'elezione del papa nel mw4aconclave, come stabilito dalla mw4qcostituzione apostolica mw4gmw4wUniversi dominici gregis, fanno incorrerere nella scomunica mw5alatæ sententiæ.

Questi effetti civili si vedono per esempio nella scomunica da parte di mw6gpapa Gregorio VII, nel corso del mw6wconflitto che l'oppose all'imperatore mw7aEnrico IVcite-ref-23[23], il papa scomunicò l'imperatore Enrico IV, sciogliendo i sudditi cristiani dal giuramento di obbedienza a lui prestato e l'effetto di questa scomunica spinse gli avversari dell'imperatore a insorgere, minacciando di deporlocite-ref-24[24]. Enrico IV dovette, per ottenere la revoca della scomunica inflittagli dal papa, mw9qumiliarsi attendendo inginocchiato per tre giorni e tre notti innanzi al portale d'ingresso del castello di mw9gMatilde di Canossa, mentre imperversava una bufera di neve.

Secondo la Chiesa la scomunica è una pena medicinale, che invita al ravvedimento, alla conversione e alla riparazione dello scandalo.cite-ref-25[25]. Essa comporta l'esclusione dalla comunità dei fedeli e dalla partecipazione ai mw-asacramenti (fra cui il ricevere la santa mw-qEucaristia):

«Can. 1331 § 1. Allo scomunicato è fatto divieto:

1º di prendere parte in alcun modo come ministro alla celebrazione del Sacrificio dell'Eucaristia o di qualunque altra cerimonia di culto pubblico;

2º di celebrare sacramenti o sacramentali e di ricevere i sacramenti;

3º di esercitare funzioni in uffici o ministeri o incarichi ecclesiastici qualsiasi, o di porre atti di governo.»

Infatti il fedele, secondo la dottrina cattolica, in stato di peccato mortale si è precluso da solo dalla ricezione della santa Eucaristia, dunque il mwaqasacrilegio, involontario o meno, peggiorerebbe comunque il suo stato di cose. Il fedele è quindi esortato a pentirsi e a rivolgersi a un sacerdote per completare la riconciliazione con la Chiesa, accettando l'autorità a essi affidata secondo le parole di Cristo:

«a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi»

La scomunica priva il fedele dell'esercizio dei suoi diritti, ma non dei doveri, fra cui la partecipazione la domenica e le feste di precetto alla messa (senza ricevere la comunione), e il digiuno nei giorni prestabiliti.

La scomunica non esclude dalla ricezione dei mwaqqsacramentali, per cui il fedele sotto scomunica può, ad esempio, richiedere le esequie religiose (che possono però essere negate).cite-ref-26[26]

Il fedele scomunicato che si pente ha diritto alla remissione della scomunica dall'ordinario locale (o, in casi molto particolari citati sopra, dalla Santa Sede).

Chiese evangeliche

La mwaqwRiforma protestante chiama la mwaq0Chiesa a una posizione più biblica al riguardo della mwaq4Disciplina della chiesa, il che è la preoccupazione maggiore dei riformatori di seconda generazione come mwaq8Martin Bucer e mwaraGiovanni Calvino. Calvino sosteneva che la disciplina, secondo la Parola del Signore, è "il migliore aiuto" della sana dottrina, dell'ordine e dell'unità della chiesa e che bandire i peccatori ostinati a non conformarsi allo standard della fede cristiana e i contumaci, significa esercitare una giurisdizione spirituale che il Signore di fatto ha accordato all'assemblea dei credenti. Per mwareGiovanni Calvino la scomunica ha un triplice scopo: (1) che il nome di Dio non sia insultato da cristiani che conducono una vita vergognosa e viziosa; (2) che il buono... non sia corrotto dalla costante comunicazione con l'empio; (3) "che il peccatore si vergogni e cominci a ravvedersi dalle sue turpitudini". Rammentando l'esempio dell'apostolo Paolo e dei padri della Chiesa, Calvino insiste a che sia l'intera assemblea dei credenti a testimoniare a ogni scomunica.

Nell'ambito delle mwarmChiese evangeliche moderne la scomunica formale è imposta molto raramente. I canoni riveduti attuali della mwarqChiesa anglicana (mwaru1969) continuano a prevederla.

Testimoni di Geova

la-scomunica-nelle-congregazioni-dei-testimoni-di-geova I mwargTestimoni di Geova hanno una forma di disciplina che ha delle similitudini con la scomunica, conosciuta come "disassociazione". Essi affermano che la disassociazione verso chi commette peccati biblicamente condannati apertamente senza alcun ravvedimento, sia una procedura basata su quanto mwarkPaolo di Tarso ordinò ai Corinzi; ritenendo che sia biblicamente riportata come in uso nel I secolo nella chiesa apostolica.cite-ref-27[27]

I disassociati sono oggetto di un annuncio alla congregazione in cui si informa la comunità che il soggetto (nome e cognome) non è più un Testimone di Geova. Ciò comporta l'interdizione dei rapporti sociali con i precedenti confratelli, i quali negheranno la convivialità ai pasti (non il semplice saluto), riferendosi alla lettera scritta di San Paolo ai Corinzi: "consegnate tale uomo a Satana per la distruzione della carne, affinché lo spirito sia salvato nel giorno del Signore. Ma ora vi scrivo di cessar di mischiarvi in compagnia di qualcuno chiamato fratello che è fornicatore o avido o idolatra o oltraggiatore o ubriacone o rapace, non mangiando nemmeno con un tal uomo. mentre Dio giudica quelli di fuori?“Rimuovete l'[uomo] malvagio di fra voi. "cite-ref-28[28].

I Testimoni di Geova quindi decidono di evitare forme di svago con i soggetti disassociati, con la distinzione di parentela o legame affettivo.cite-ref-jwuno-29-0[29] Solo con i familiari conviventi le attività e i rapporti quotidiani tra i membri della famiglia possono continuare ma verranno ad essere cessati i rapporti di carattere spiritualecite-ref-jwuno-29-1[29]. Nel caso di figli minorenni, i genitori hanno ancora la responsabilità genitoriale nei loro confronti, quindi potrebbero decidere di continuare anche con le attività che definiscono "spirituali"cite-ref-30[30]

Questo allontanamento sociale non preclude tuttavia la frequentazione delle adunanze nella mwateSala del Regno né la via della riammissione futura quale membro della congregazione. È cura degli anziani della congregazione visitare il disassociato per offrirgli disponibilità e assistenza morale nel percorso di rientro nella congregazione.cite-ref-31[31]

Celebri casi di scomunica

• Nel 731 il mwatkpapa Gregorio II scomunicò gli mwatoiconoclasti.
• Nel mwatw1054, quando si consumò lo mwat0scisma d'Oriente tra la Chiesa d'Occidente (mwat4cattolica) e Chiesa d'Oriente (mwat8ortodossa), il mwauaPapa (tramite i suoi inviati) e il mwauePatriarca di Costantinopoli si scomunicarono a vicenda. Queste scomuniche vennero annullate soltanto nel mwaui1964 in occasione dell'incontro tra il mwaumpapa Paolo VI e il patriarca mwauqAtenagora I.

Soprattutto nel mwauyMedioevo, ma anche in epoca più recente, numerosi regnanti hanno subito la scomunica:

• nel mwauk1076 l'mwauoimperatore mwausEnrico IV fu scomunicato dal mwauwpapa Gregorio VII, che egli a sua volta aveva dichiarato deposto, durante la cosiddetta mwau0lotta per le investiture. I principi tedeschi si ribellarono a Enrico, che fu costretto a umiliarsi davanti al Papa a mwau4Canossa per ottenere l'annullamento della scomunica.
• L'imperatore mwavaFederico II di Svevia fu scomunicato ben tre volte: la prima, da papa Gregorio IX il 23 marzo mwave1228 perché continuava a rimandare la mwavicrociata per la quale aveva preso impegno solenne con la mwavmDieta di Roncagliamwavq all'adempimento della quale, la scomunica venne annullata il 28 agosto mwavu1230; la seconda sempre da papa mwavyGregorio IX nel 1239, la terza da papa mwavcInnocenzo IV nel 1245 durante il Concilio di Lione;
• Come seguito dell'occupazione di mwavkFerrara da parte della mwavoRepubblica di Venezia, mwavsClemente V emanò il 27 marzo mwavw1309 la bolla "In omnem" con la quale anatemizzava la mwav0Serenissima e tutti i veneziani, dichiarandoli schiavi di chiunque li catturasse, testualmente: "Se, nel termine di 30 giorni, i Ferraresi non saranno lasciati liberi, il mwav4doge, i suoi consiglieri, tutti i Veneziani e tutti gli abitanti del dominio veneziano siano scomunicati e anche coloro che porteranno a Venezia vettovaglie o mercanzie d'ogni sorta o che compreranno qualcosa dai Veneziani. Il doge e i Veneziani non siano ammessi in giudizio come testimoni né possono far testamento; i loro figli non possono accedere a nessun beneficio ecclesiastico fino alla quarta generazione. I prelati e gli ecclesiastici di ogni grado nel raggio di dieci miglia da Venezia se ne allontanino entro dieci giorni pena la scomunica. Il doge e i consiglieri, i Veneziani tutti, se non obbediranno entro 30 giorni, siano servi di coloro che li cattureranno e i loro possedimenti siano di coloro che gli occuperanno".
• Il 31 marzo mwawa1376 mwawepapa Gregorio XI scomunicò Firenze, impegnata nella mwawiguerra degli Otto Santi; gravi furono le conseguenze per i mercanti fiorentini, a partire dal loro saccheggio e cacciata da mwawmAvignone quello stesso anno. Fu revocata nel mwawq1378.
• Nel mwawy1570, con la bolla “mwawcRegnans in Excelsis”, mwawgPio V scomunicò e dichiarò deposta la regina mwawkElisabetta I d'Inghilterra per eresia: "mwawoacquistato ed usurpato in proprio favore il posto di supremo capo della Chiesa in Inghilterra, ha nuovamente ridotto lo stesso regno - che era stato ricondotto alla fede cattolica e a buoni frutti - ad una rovina miserabilecite-ref-32[32].
• Nel 1711 nel mwaxaRegno di Sicilia venne inflitta una scomunica a due ufficiali fiscali per un tributo che costoro avevano imposto a dipendenti del vescovo di mwaxeLipari; la scomunica, in virtù dell'mwaxiappello per abuso garantito dall'mwaxmApostolica Legazia di Sicilia, venne revocata dal monarca, decisione non accettata da mwaxqpapa Clemente XI e ne seguì la mwaxuControversia liparitana.
• Il mwaxcre d'Italia mwaxgVittorio Emanuele II ricevette ben tre scomuniche dal mwaxkpapa Pio IX per la sua politica ostile alla Chiesa, che culminò nell'invasione e annessione dello mwaxoStato Pontificio al mwaxsRegno d'Italia. Tuttavia, quando il re fu in punto di morte, Pio IX inviò un sacerdote a impartirgli l'assoluzione.
• Il decreto del mwax0Sant'Uffizio del 1º luglio mwax41949 (mwax8scomunica ai comunisti) dichiarava formalmente scomunicato chiunque, iscritto al mwayapartito comunista, abbracciasse il mwayematerialismo mwayiateo che costituiva l'ideologia del partito. La scomunica formalmente non è stata mai abolitacite-ref-33[33], bensì è stata commutata da papa Giovanni XXIII durante il Concilio Vaticano II in mwayclatae sententiae a chi, per esempio, fa richiesta di non essere più considerato membro della Chiesa cattolica (mwaygCodex iuris Canonici, can. 1364, § 1).

Scomuniche recenti che hanno avuto risonanza mediatica:

• il vescovo mwaywMarcel Lefebvre, fondatore di un gruppo tradizionalista "mway0Fraternità Sacerdotale San Pio X" che rifiuta molte delle innovazioni introdotte dal mway4Concilio Vaticano II, già sospeso mway8a divinis nel mwaza1976, nel mwaze1988 è incorso nella scomunica mwazilatae sententiae per avere ordinato quattro vescovi senza mandato pontificio. La scomunica ai vescovi ordinati è stata revocata nel mwazm2009.
• il vescovo mwazuEmmanuel Milingo, postosi a capo di un movimento che propugna l'ordinazione di preti sposati e presa moglie lui stesso, nel mwazy2006 è anch'egli incorso nella scomunica per aver ordinato dei vescovi senza permessocite-ref-34[34]; venne dimesso dallo stato clericale il 17 dicembre 2009cite-ref-35[35]
• il sacerdote Alessandro Maria Minutella, nel mwaae2018 riceve la notificacite-ref-36[36] della scomunica "mwaaymwaaclatae sententiae" per mwaageresia e mwaakscisma dopo essere diventato il capo di un gruppo eterodosso che non riconosce l'elezione di mwaaopapa Francesco, ma riconosce come pontefice regnante mwaaspapa Benedetto XVI.cite-ref-37[37] Il 18 novembre 2021 il prefetto della mwabaCongregazione per la dottrina della fede mwabecardinale mwabiLuis Francisco Ladaria Ferrer gli notifica la mwabmdimissione dallo stato clericale, resa esecutiva "mwabqmwabuin poenam" il 13 gennaio 2022 con decreto approvato dal mwabyRomano Pontefice e ufficializzato il 26 maggio 2022 con un mwabccomunicato pubblico dall'mwabgarcidiocesi di Palermo.
• l'arcivescovo mwaboCarlo Maria Viganò, il 4 luglio 2024 viene scomunicato mwabslatae sententiae dal mwabwDicastero per la Dottrina della Fede, con un processo extragiudiziale mwab0ex can. 1720 CIC, a causa delle sue affermazioni pubbliche sul rifiuto di riconoscere e sottomettersi al Sommo Pontefice, della comunione con i membri della Chiesa a lui soggetti e della legittimità e dell'autorità magisteriale del mwab4Concilio Vaticano II.cite-ref-38[38]

Note

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cite-note-55. mwaeumwaeyhttps://www.bibbiaedu.it/CEI2008/nt/Mt/16/mwaec Titolo mancante per url mwaegurl_capitolo (aiuto), in mwaeomwaesBibbia, CEI 2008, Note al testo, Mt. 16,18-19. mwae0«[...] La missione di Pietro è definita con tre immagini: egli è la pietra, cioè il punto attorno al quale si costruisce l’unità visibile della comunità; gli vengono consegnate le chiavi, simbolo di autorità e responsabilità (vedi Is 22,22; Ap 3,7); infine ha il potere di "legare" e "sciogliere", espressione usata dai rabbini per indicare la facoltà di proibire e permettere (funzione di magistero), di allontanare e riammettere nella comunità (funzione disciplinare).»
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Collegamenti esterni

• Le pene e le altre punizioni: Codice di Diritto Canonico, mwat8cann. 1331–1340
• Le pene per i singoli delitti: Codice di Diritto Canonico, mwauecann. 1364-1369, mwauicann. 1370-1377, mwaumcann. 1378-1389, mwauqcann. 1390-1391, mwauucann. 1392-1396, mwauycann. 1397-1398.
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